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Chi avrà cura di noi ?

Chi avrà cura di noi ?

maggio 19th, 2016
Comitato

Chi avrà cura di noi ?

Il nuovo piano urbanistico (approvato in aprile 2016) non ha tenuto conto del sentire dei cittadini tutti e di chi soprattutto ci abita da anni, ha semplicemente tolto dalla planimetria la parte di Università che sicuramente non sarà più realizzata, lasciando tutto il resto tale e quale, salvo rare e inutili eccezioni. Qualcuno ha memoria del fatto che il piano urbanistico è vecchio di 30 anni? E’ stato approvato nel 1989 ma progettato nel 1985; sarà cambiato qualche cosa in questo lungo spazio temporale circa le esigenze dei cittadini e della stessa città? Siamo solo noi a crederlo? Non lo penso affatto. Penso invece che sia tutto facciata e comodità, che tutte le amministrazioni pubbliche riconoscono uno scollamento da quanto approvato lo scorso mese a quanto sarebbe realmente indispensabile progettare oltre a pretenderne la realizzazione nel breve termine. Quanto anche in considerazione della crisi economica (e dell’edilizia) di cui tutti si riempiono la bocca credendo di servire “la” giustificazione dell’ incompiuto su di un piatto d’argento. I ritardi si sono ritorti contro chi li ha permessi anche perchè non si è saputo tutelare in caso di rinuncia o impossibilità da parte degli attuatori, in primis l’Università. Oggi più che mai serve guardare in faccia la realtà e prendere atto che si può solo rappezzare lo strappo. Essendo un rattoppo va fatto a regola d’arte, con l’amore del buon padre di famiglia, senza negligenza e approssimazione ma con massimo criterio, sensatezza, dedizione e convinzione per il bene della collettività. Va fatto confrontandosi con i cittadini senza più prese di posizione insensate e ottuse che hanno e stanno relegando Bologna a una dimensione di città periferica.
Barbara Zironi

Il nuovo piano urbanistico (approvato in aprile 2016) non ha tenuto conto del sentire dei cittadini tutti e di chi soprattutto ci abita da anni, ha semplicemente tolto dalla planimetria la parte di Università che sicuramente non sarà più realizzata, lasciando tutto il resto tale e quale, salvo rare e inutili eccezioni. Qualcuno ha memoria del fatto che il piano urbanistico è vecchio di 30 anni? E’ stato approvato nel 1989 ma progettato nel 1985; sarà cambiato qualche cosa in questo lungo spazio temporale circa le esigenze dei cittadini e della stessa città? Siamo solo noi a crederlo? Non lo penso affatto. Penso invece che sia tutto facciata e comodità, che tutte le amministrazioni pubbliche riconoscono uno scollamento da quanto approvato lo scorso mese a quanto sarebbe realmente indispensabile progettare oltre a pretenderne la realizzazione nel breve termine. Quanto anche in considerazione della crisi economica (e dell’edilizia) di cui tutti si riempiono la bocca credendo di servire “la” giustificazione dell’ incompiuto su di un piatto d’argento. I ritardi si sono ritorti contro chi li ha permessi anche perchè non si è saputo tutelare in caso di rinuncia o impossibilità da parte degli attuatori, in primis l’Università. Oggi più che mai serve guardare in faccia la realtà e prendere atto che si può solo rappezzare lo strappo. Essendo un rattoppo va fatto a regola d’arte, con l’amore del buon padre di famiglia, senza negligenza e approssimazione ma con massimo criterio, sensatezza, dedizione e convinzione per il bene della collettività. Va fatto confrontandosi con i cittadini senza più prese di posizione insensate e ottuse che hanno e stanno relegando Bologna a una dimensione di città periferica.
Barbara Zironi

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